Eventi

 

Viaggio nel magico mondo della danza mediorientale, dove arte, folklore e musica si incontrano in un evento culturale che affonda le sue radici nella più antica tradizione.
Continua il percorso culturale che il Centro fitness Fit’art di Vermezzo
ha intrapreso sin dalla sua inaugurazione nel mese di Settembre 2006.
Questo evento riguarda la collettiva d’arte contemporanea ospitata nei locali del Centro stesso:domenica 21 Gennaio verrà celebrata la sua chiusura con la presentazione degli artisti che hanno partecipato alla mostra da parte di due grandi critici, Giorgio Seveso e Alberto Veca. Interverrà anche il curatore della mostra Pippo Spinoccia. A conclusione del pomeriggio culturale ALESSANDRO QUASIMODO, noto attore e regista che proporrà un recital con letture poetiche dal titolo “ E lasciatemi divertire…”.
Un grande villaggio globale dove le varie arti - la danza , la fotografia, la letteratura - si incontrano e si mescolano in luogo dove si cura anche il benessere fisico e l’estetica. Un grande successo di pubblico e di gradimento.

Mostra fotografica su un viaggio in vietnam: ….in questi ultimi anni il Vietnam sta attraversando un boom economico molto forte. Questa situazione mette però a dura prova tutte quelle tradizioni che, fino a pochi anni fa, sono stati i tratti caratteristici di questo paese. Con questi scatti ho cercato di mettere assieme i diversi”frammenti” di tutta quella cultura tradizionale che, con molta fatica , cerca di restare in vita e di non farsi travolgere dai mutamenti che stanno cambiando radicalmente il paese.

Diego Barlottini

Mostra fotografica e presentazione del libro dello storico sulla storia dei navigli e canali che circondano e arredano tutta l’area di Vermezzo e dell’Abbiatense.
Il campione del mondo di Thai Boxe Nasser Kacem dirige questo importante stage sulle arti da combattimento, al quale partecipano atleti e maestri provenienti da ogni parte d’Italia.
Un’altra edizione del nostro villaggio globale, con la partecipazione di diversi artisti provenienti da varie arti per arricchire questa domenica in palestra.

FitArt di Vermezzo può essere letto in prima istanza come un luogo di culto del corpo, della meccanicità, della fisicità assoluta, tuttavia, se si considera la vita che pulsa al suo interno se ne coglie la vera vocazione: la ricerca del benessere: il corpo nutre l'anima, il corpo è l'occasione di incontro tra [altrimenti] estranei: allora proprio Corpi Estranei è il leit motiv del luogo, immediatamente percepito dall'artista. Nasce una tensione tra la palestra fisica e le opere d'arte che corrisponde alla tensione tra l'oggetto immediato di FitArt (il corpo) e l'obiettivo mediato (la mente, il benessere l'equilibrio emotivo). L'introduzione delle opere d'arte di Fortini nel luogo è la lente di ingrandimento che rende evidente e palpabile il sopravvento delle emozioni sulle evidenze fisiche, macchine e corpi; proprio questi ultimi diventano Estranei, superati dal percorso emotivo ed emozionale scatenato dalla presenza. La triangolazione del luogo, dell'arte e delle persone diffonde una speciale alchimia, da sempre sottesa in FitArt.

Riccardo Bianchi

E’ da tempo che l’artista ha iniziato a lavorare sulle problematiche del corpo umano, riproposto al centro
della ribalta artistica dalle correnti della Performance art e dalle nuove declinazioni della fotografia e dalla più
recente Videoarte.
Il tema del corpo poteva non essere prioritario per un’artista che pone il problema del suo relazionarsi con lo
spazio espositivo? Cosa meglio di una palestra, dove è allestita questa sua mostra, può fare da cornice e da
contenitore alla rappresentazione del corpo umano?
Il corpo diffuso, sociale e pubblico dell’arte contemporanea diventa qui un corpo innervato nelle ragioni
stesse dell’arte degli ultimi due secoli, quando alcuni pionieri della fotografia (Marey e Muybridge in modo
particolare), lo hanno voluto rappresentare nelle varie e successive fasi del moto, con la certezza di
un’esattezza visiva che l’occhio umano non poteva e non può cogliere se non col mezzo tecnologico.


Franco Migliaccio